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come canta Gaber in questa splendida canzone

io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono

se non l’avete mai ascoltata

trovate 4 minuti di calma

accendete le casse

e fate click su play

ore 23.38

la destra ha vinto, berlusconi sarà presto presidente del consiglio

sono ancora vivo

bertinotti si è dimesso, non ci sono più i comunisti

sono ancora vivo

prodi se ne è andato, mastella non è più parte della coalizione che ho votato

sono ancora vivo

nonostante tutto, nonostante il botto della lega e il fatto che evidentemente agli italiani piace ancora lo psiconano

sono ancora vivo

l’italia è in europa, bush si toglierà presto dai coglioni, zapatero ha vinto in spagna

sono ancora vivo

forse è l’occasione (le vie del signore sono infinite!?) per cambiare le cose in italia, anche se ci vorrà del tempo

sono ancora vivo

grazie gianni

Ho trascorso gli ultimi 2 mesi della mia esistenza in quel di Cambridge. Oramai in procinto di rientrare, ho deciso di condividere le 3 principali scoperte effettuate dal sottroscritto sul suolo britannico.

1. La tradizionale birra inglese (Bitter Ale) è assolutamente squisita. Meno alcolica, meno gasata e servita a temperatura superiore alle Lager, risulta particolarmente facile abusarne. Consiglio in particolare queste due: Wherry and Old Peculiar.

2. E’ possibile, anche se richiede un certo impegno, comprendere le regole (o più precisamente le leggi e lo spirito) del Cricket. Mi azzardo a dire che può essere addirittura piacevole guardarne un match in TV.

3. Mister Bean non è il migliore lavoro televisivo di Rowan Atkinson, Blackadder è molto più vario e divertente. Mentre siete su YouTube, date un’occhiata anche a Fawlty Tower, show televisivo di John Cleese dei Monty Python.

Blackadder
[Season 2, Episode 1, Part 1/4]

 

Negli anni mi sono trovato molte volte a discutere di società, politica, economia con persone che si proclamano di destra. In queste discussioni, solitamente mi trovo a difendere posizioni di sinistra. O quelle che ritengo essere posizioni di sinistra. Sempre più spesso, in realtà, mi chiedo quale sia la differenza tra la sinistra e la destra.

Così ho deciso di provare a stendere la definizione di questi due concetti: destra e sinistra (in chiave socio.economico.politico). Un sorta di ipotesi di base, necessaria per poter procedere ad ulteriori discussioni limitando, per quanto possibile, ambiguità e incomprensioni. Ecco cosa cerco di descrivere in questo post. Consideratelo un lavoro in divenire.

la mia sinistra e la mia destra

La differenza più diretta ed evidente tra la mia destra e la mia sinistra risiede nella diversa interpretazione della natura del vivere sociale, ossia della società umana.

La destra è più pragmatica, fredda e dura. La società umana è/deve essere dominata dai principi che governano il mondo naturale. Gli individui/le associazioni di individui devono competere per le risorse, questa competizione premia i più forti e genera una selezione che porta ad un miglioramento sociale.

La sinistra è più romantica. La società umana è/deve essere dominata dal principio di collaborazione. Solo in questo modo è possibile migliorare la vita di tutti (compresi animali, piante, funghi, …).

Implicitamente attribuisco a destra e sinistra una differente valutazione sulla natura dell’uomo. Secondo la mia destra è impossibile spingere gli esseri uomini ad andare contro i propri immediati interessi, per cui la vera collaborazione è impossibile, porterà alla inefficienza. Secondo la mia sinistra è possibile educare gli uomini ad avere una “sensibilità/responsabilità sociale” più forte, in grado di rendere la collaborazione una forma viabile (forse l’educazione può portare gli individui a fare valutazioni sul medio-lungo periodo, anzichè principalmente sul breve). Questa, probabilmente, è la vera radice della differenza tra la mia destra e la mia sinistra.

Una differenza riscontrabile nelle posizioni che associo alla mia destra e alla mia sinistra nella interpretazione della libertà individuale, ossia del rapporto stato-individuo. La destra è contraria alla libertà di aborto, eutanasia, utilizzo di droghe leggere, ai matrimoni omosessuali, ecc ecc. La sinistra è favorevole ad una maggiore responsabilità/libertà individuale e, di conseguenza, è aperta a tutte queste cose. Si tratta, in qualche modo, di un differente livello di fiducia nell’uomo. La destra è più pragmatica/timorosa: bisogna controllare le persone. La sinistra più romantica/ottimista: bisogna lasciare libertà di scelta.

In campo economico, data la vittoria del capitalismo e la sua diffusione (in forme peculiari e inquietanti) anche in Cina e Russia^^, le differenze tra idee di destra e di sinistra sono sempre più sottili˜˜. Anche la mia destra e la mia sinistra risentono di questo stato di cose più sfumato.

La mia sinistra è propensa ad una maggiore spesa pubblica, atta a garantire livelli base nei servizi fondamentali a tutti gli individui, in particolare sanità ed educazione. A tal fine è necessario esercitare una pressione fiscale sostenuta, che permette di ridistribuire in modo un poco più omogeneo la ricchezza. La mia destra, invece, non crede nell’intervento pubblico. Lo giudica inefficiente, per cui tende a delegare tutto all’iniziativa privata. Il dovere principale dello stato è garantire il rispetto di leggi e regolamenti da parte di individui e associazioni, al resto deve pensare il mercato**. La grande efficienza garantita dal prevalere della iniziativa privata garantisce a tutti un livello di reddito tale da poter acquistare i servizi necessari.

La mia sinistra, inoltre, ritiene che sia necessario un forte intervento dello stato/degli stati per regolare il mercato, al fine di evitare monopoli, cartelli, grandi speculazioni finanziarie e altri fenomeni*°* che sfruttano eccessivamente l’asimmetria (in termini di informazioni e potere economico) tra cittadino e corporazione per favorire queste ultime. La mia destra crede, invece, che il mercato riesca a regolarsi al meglio se lasciato libero. Sono i consumatori e gli investitori a punire, attraverso le proprie scelte, le aziende che ritengono colpevoli di comportamenti scorretti.

… [DA TERMINARE]

Note (e Osservazioni)

^^ Effettivamente il capitalismo ha creato ricchezza nei paesi occidentali e in qualche paese orientale. Bisogna vedere se saprà garantire gli stessi risultati applicato su scala globale. E’ possibile innalzare il livello di vita/consumismo medio di cinesi, indiani e (in un remoto futuro) africani al livello dei paesi occidentali senza causare conflitti per le risorse? senza distruggere irrimediabilmente il pianeta da un punto di vista ambientale°°?

°° Con l’espressione “distruggere irrimediabilmente il pianeta da un punto di vista ambientale” intendo sterminare la maggior parte delle specie animali e vegetali che non sono considerate utili (a vario titolo) dall’uomo. Sostituire colline, foreste, giungle e pianure con distese interminabili e omogenee di campi di grano e di riso non è una soluzione accettabile, nè, peraltro, sostenibile per lungo tempo.

˜˜ Le sinistre occidentali si sono adattate in maniera diversa alla scomparsa della superpotenza di riferimento e all’indebolimento della ideologia relativa. In Italia questo processo è particolarmente lento, come dimostrano i vari partiti di governo che ancora presentano il termine “comunista” nel proprio nome.

** Una possibile causa di inefficienza in questo secondo approccio è rappresentata dalla differente influenza che i singoli individui hanno nei confronti dei governi rispetto alle grosse associazioni. Questa è la ragione per cui i sindacati, le associazioni di consumatori e simili sono fondamentali nel controbilanciare (almeno in linea di principio) il potere delle grandi corporazioni. Internet potrebbe rappresentare un nuovo potente metodo di organizzazione dal basso.

*°* Tra i fenomeni che la mia sinistra ritiene debbano essere contrastati attraverso decisi interventi di regolamentazione da parte degli stati, rivestono particolare importanza i problemi relativi all’impatto ambientale delle attività produttive umane. La mia sinistra, infatti, crede che l’integrità dell’ambiente naturale e la biodiversità siano un importantissimo patrimonio da salvaguardare; la mia destra, sempre pragmatica, ritiene che le risorse della terra siano da sfruttare metodicamente per aumentare e migliorare la capacità produttiva della nostra specie.

Quanto scritto, ricordo qui, non è una analisi della situazione, delle ideologie o delle dinamiche reali presenti nel nostro o in altri paesi; è solo la descrizione di ciò che io considero essere di sinistra e di destra. Il grande Giorgio Gaber fece una cosa simile, con modalità differenti, in una sua vecchia canzone.

Concludo con una nota, apparentemente in contrasto con la natura di questo post. Credo che per migliorare la politica, soprattutto quella italiana, sia fondamentale superare la distinzione tra destra e sinistra, completamente inutile per tutto ciò che non è una discussione tra amici. Ciò che serve per giudicare i candidati politici, e il loro operato nel caso siano eletti, sono elenchi di obiettivi molto chiari e definiti (comunque differenti da programmi di duecento pagine che nessuno ha tempo/voglia di leggere e interpretabili in 500 modi differenti, come la bibbia o la divina commedia). La politica reale è fatta di compromessi, accordi, costante adattamento al mutamento delle condizioni. La destra e la sinistra sono, a mio avviso, operativamente limitanti e, quindi, superate.

In questo post voglio portare alla vostra attenzione l’abissale differenza di qualità tra le versioni online dei due principali quotidiani italiani e le versioni online di alcune importanti testate internazionali. L’analisi si articolerà in 3 punti.

(1) Pubblicità
La Repubblica e Il Corriere online sono ridicolmente pieni di pubblicità rispetto ai corrispettivi francesi, inglesi, tedeschi o americani. La pubblicità non si limita ad invadere la homepage di entrambi i quotidiani, rendendole confuse e spiacevoli da leggere, ma giunge ad interrompere con veri e propri spot la consultazione delle pagine del giornale.

(2) Figa (avrei potuto usare il termine sesso, ma figa è più preciso)
Ogni giorno sulle homepage di Repubblica e del Corriere sono presenti almeno due link a raccolte di immagini sexy. Non pensate che non mi piacca la figa, trovo però ridicolo che le prime pagine virtuali di due quotidiani così importanti non abbiano nulla di più importante da riportare. [17/05/2007 ore 20.20 Repubblica: link 1, link 2; Corriere: link 1, link 2]

Da osservare come entrambi i quotidiani cerchino di cammuffare queste raccolte di immagini sexy, spacciandole per curiosità dal mondo o notizie di spettacolo.

(3) Stile
E’ una pura questione di gusti, ma personalmente trovo che la vesti grafiche di Corriere e Repubblica online siano ridicole se confrontate a quelle di ogni altra testata giornalistica internazionale. Lo spazio sulla pagina è sfruttato male, i menù sono confusi e poco visibili, la pubblicità è intercalata ai contenuti, il tutto, in generale, è completamente privo di personalità.

Non entro nel merito dei contenuti, ovvero dell’assenza di contenuti, perchè si tratta di un problema completamente differente. Concludo con una serie di link a quotidiani provenienti da varie parti del mondo, per esemplificare quanto sostenuto fino ad ora. Buona lettura.

UK
Times
Financial Times

Francia
Le Monde
Le Figarò

Spagna
El Mundo

USA
New York Times
Washington Post

International Herald Tribune (by NYT)

Germania
Frankfurter Allgemeine
Süddeutsche Zeitung

Ecco un video, segnalato dall’amico Remu, che ben rappresenta la proverbiale ospitalità della Liguria.

Ho sempre criticato l’incapacità dei commercianti Genovesi di dimostrarsi gentili e disponibili con i clienti (siano essi autoctoni o turisti), atteggiamento che sicuramente penalizza la diffusione del turismo nella regione. Ma negli ultimi tempi mi sono ricreduto. Dopo aver visto ciò che il turismo ha fatto a città come Venezia e Praga (e in misura minore Istanbul), trasformando questi bellissimi luoghi nella versione Disneyana di se stessi, credo che l’atteggiamento dei Genovesi sia, seppur di origine emotiva e non razionale, da apprezzare. Alla lunga, infatti, potrebbe salvaguardare la bellezza e la reale natura dei luoghi.