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se volete farvi un’idea di come potrebbe

essere realizzata una missione umana su marte

questa mini-serie di discovery channel

potrebbe interessarvi.

gli aspetti tecnologico/scientifici sono curati,

la realizzazione tecnica è di buon livello.

cede qualche punto per il taglio da film

d’azione troppo marcato, benchè giustificato dalle

esplicite finalità d’intrattenimento e non di divulgazione.

1.

2.

3.

potete trovare facilmente gli altri episodi su youtube.

se vi interessano aspetti più tecnici sulle missioni

esplorative marziane, vi consiglio i seguenti link

Nasa - Mission to Mars Baseline (un po’ datato)

Astronautix - Von Braun Mission to Mars (ancora più datato, ma..)

Nasa - Mars Exploration Site (il presente)

Robot commissionato dal ministero della Difesa americano alla Boston Dynamics.
Piuttosto inquietante, non trovate?

Tra i tanti modi di fare beneficenza, ecco il mio preferito: http://www.coolearth.org/

E’ una iniziativa molto semplice: i soldi raccolti vengono spesi per comprare acri di Foresta Amazzonica.

Ricordo che la Foresta Amazzonica, oltre ad essere uno dei grandi polmoni del mondo (assorbe anidride carbonica ed emette ossigeno, come fanno tutti i vegetali), è il luogo con la maggior biodiversità esistente sul nostro fragile pianeta. Migliaia e migliaia di specie animali e vegetali vivono solo in sperduti angoli di questa gigantesca foresta tropicale e sono sotto la costante minaccia di estinzione per colpa della deforestazione causata dall’uomo.

Salvando la Foresta Amazzonica si contribuisce direttamente alla lotta al riscaldamento globale e si può salvare qualche tenero animaletto o qualche innocua pianticella dall’estinzione.

Potete leggere un interessante articolo del Sun relativo a questo progetto, comprensivo di intervista a David Attenborough, facendo click su questo link.

Io non sapevo neppure esistessero i liquidi newtoniani. In ogni caso, si tratta di liquidi a viscosità variabile. Più rapidamente si muovono, più solidi diventano. Il primo video mostra la versione casalinga di questi materiali, è possibile realizzare un liquido non newtoniano semplicemente miscelando in giuste proporzioni e con grande cura acqua e farina (come potete leggere proprio QUI). Il secondo video, invece, presenta l’installazione hi-tech di un artista giapponese creata sfruttando un liquido non newtoniano contenente polvere di materiale ferromagnetico (ferrofluid). Molto suggestivo.

Camminare sull’acqua (e farina)

Ferrofluid

Un gruppo di astronomi europei ha scoperto il primo pianeta (Gliese 581 c) esterno al nostro sistema solare dalle caratteristiche potenzialmente adatte al sorgere della vita. Trovate l’articolo originale QUI.

Gliese 581 c, il più piccolo esopianeta mai identificato (il raggio è 1.5 volte quello della Terra), orbita intorno ad una stella nana rossa all’interno della zona abitabile. In altre parole, il pianeta si trova ad una distanza dalla propria stella tale da avere una temperatura superficiale media compresa tra 0-40 °C, compatibile con l’esistenza di acqua allo stato liquido.

Zona Abitabile, in funzione del tipo di stella
Habitable Zone

Non si hanno riscontri diretti sulla composizione del pianeta e sulla presenza di acqua sulla sua superficie, ma i modelli di formazione planetaria predicono che un oggetto simile sia roccioso, come la terra, o completamente ricoperto d’acqua. La presenza di acqua allo stato liquido è considerata l’elemento base perchè un pianeta posso ospitare la vita (almeno nelle forme da noi conosciute).

L’identificazione del pianeta è avvenuta mediante un telescopio sito in Cile, sul quale è installato HARPS (High Accuracy Radial Velocity for Planetary Searcher), uno precisissimo spettrografo in grado di misurare la velocità dei corpi celesti con errori inferiori a 3,6 Km/h. Grazie a questo incredibile strumento è possibile identificare variazioni della velocità di una stella, variazioni che denunciano la presenza di uno o più corpi di una massa significativa (gli esopianeti altrimenti invisibili) in orbita intorno alla stella osservata.

La stella che ospita questa potenziale nuova terra è una delle 100 stelle più vicine al nostro pianeta e si trova a “soli” 20 anni luce di distanza.

E’ una scoperta scientifica piuttosto importante e la ricerca di altri pianeti abitabili è appena iniziata.

Interessante articolo relativo raggiungibile facendo click non qui, ma qui.

La PlayStation 3, nuova iterazione della fortunatissima serie di console della Sony, è un apparecchio elettronico estremamente sofisticato, progettato per svolgere molte altre funzioni oltre al semplice videogioco. La grande potenza di calcolo garantita dal processore Cell, sviluppato congiuntamente da Sony, Toshiba e IBM, può essere sfruttata, ad esempio, per compiere i complessi calcoli matematici necessari per le moderne simulazioni scientifiche o per le analisi economiche.

Consapevole di queste potenzialità, Sony ha messo a disposizione dei propri utenti la possibilità di donare la potenza di calcolo della PS3 all’iniziativa Folding@Home, un progetto scientifico noprofit finalizzato alla simulazione della struttura tridimensionale delle proteine, informazione fondamentale per la lotta al cancro e ad altre malattie.

Il software F@H su Sony PS3
F@A PS3 Client

Folding@Home appartiene ad una categoria di progetti di ricerca che richiedono, al fine di velocizzare le complessissime simulazioni scientifiche sulle quali si basano, la collaborazione di migliaia di navigatori internet da ogni parte del mondo (una forma di Distributed Computing). I partecipanti, mediante un apposito software, scaricano un set di dati dal sito del progetto, eseguono i calcoli sul proprio PC e inviano i risultati ottenuti. In pratica, donano al progetto una parte della potenza di calcolo del proprio PC.

Sony non ha fatto altro che estendere questo concetto al mondo delle console, divenute oramai sufficientemente evolute per gestire questo tipo di applicazione.

Interessante osservare come Sony stia valutando l’idea di offrire questo servizio (la possibilità di sfruttare migliaia di PS3 per svolgere complessi calcoli matematici) anche ad aziende private. Resta da vedere cosa offrirà Sony ai propri utenti per incentivarli a cedere parte delle risorse computazionali della propria PS3 ad una azienda privata, anzichè ad un progetto noprofit e dalle finalità umanitarie come Folding@Home.

Una lista di progetti analoghi a Folding@Home può essere trovata esattamente QUI.