Scudo Spaziale

15 03 2007

Ronald Regan provò a realizzare lo scudo spaziale negli anni ’80. Ai tempi il rischio di un attacco nucleare sembrava più concreto. Il progetto “Star Wars”, come presto venne soprannominato, aveva l’ambizioso fine di proteggere il territorio degli Stati Uniti, in caso di attacco nucleare sovietico, intercettando i missili balistici intercontinentali durante il volo di avvicinamento. Lo SDI (Strategic Defence Initiative), questo il vero nome del progetto reganiano, prevedeva l’uso congiunto di differenti armi difensive. Missili intercettori, satelliti killer, complessi sistemi radar per il tracciamento dei missili, dispositivi laser sono alcuni dei dispositivi che vennero progettati e testati nel corso degli anni.

SDI Logo

Questo strumento di guerra fantascientifico non fu completato. Ma contribuì a mantenere viva la corsa agli armamenti tra le due superpotenze, un folle dispendio di risorse che ha probabilmente velocizzato lo sfaldamento dell’URSS.

La cosa più interessante, se siete giunti a leggere fin qui, è che il progetto SDI non è mai stato interrotto. I presidenti che si sono alternati alla guida del paese hanno continuato a finanziare il progetto, anche se in misura minore rispetto agli iniziali entusiasmi, e il demente che attualmente risiede alla casa bianca ha investito enormi cifre per portarlo, finalmente!, a compimento.

Ora hanno anche il logo colorato!
MDA Logo

Mente la tecnologia si evolveva, rendendo fattibile il progetto, nuovi nemici sono comparsi e lo scudo spaziale è diventato un optional di grande interesse anche per gli altri membri della NATO.

In realtà, a parte la Russia e, in misura decisamente minore, la Cina, nessun paese potenzialmente ostile agli americani è dotato di missili in grado di raggiungere il suolo degli Stati Uniti. Per questa ragione i russi sostengono (a ragione?) che lo scudo stellare è costruito principalmente contro di loro. E l’ex spia che governa la più estesa nazione del mondo ha dichiarato di sentirsi autorizzato a riprendere la corsa agli armamenti.

Gli stati europei, invece, si sono divisi e hanno dimostrato interesse e scetticismo nei confronti dell scudo: a favore chi teme di essere potenziale obiettivo (data la sfavorevole posizione geografica) di un attacco missilistico da parte di qualche stato estremista, contrari coloro che vogliono evitare ogni possibile rischio di rottura con la Russia (una nuova guerra fredda? o forse niente più gas!) e credono ancora nella convivenza pacifica.

Lo scudo antimissilistico è in fase di costruzione ed è, almeno in parte, già operativo. E’ possibile che nei prossimi anni l’area difesa dal sistema venga estesa ad altri paesi della Nato. L’Italia, a quanto pare, non dovrebbe rientrare nella zona protetta.

Io, comunque, non mi allarmerei. Le armi chiamano sempre altre armi e migliorano la qualità della vita solo a coloro che le costruiscono e vendono.


Azioni

Information

3 responses

15 03 2007
userisdead

il mondo è un cazzo fritto, amico mio!

15 03 2007
jacopo

cosa si può controbattere a tanta filosofia?

30 03 2007
frank pummarola

la soluzzione é il cemmento, due scarpe e giù nell’hudson.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger cliccano Mi Piace per questo: