Terrorismo?

2 05 2007

L’Osservatore Romano ha definito TERRORISMO le seguenti frasi di uno dei presentatori del concerto del 1 maggio organizzato a Roma, come tutti gli anni, dai sindicati confederati.
Giudicate voi stessi se la parola TERRORISMO, solitamente associata ad eventi come l’attentato alle torri gemelle o
alla stazione di Madrid, può essere ragionevolmente attribuita a due battute di questo tipo:

Le frasi di Andrea Rivera

– «Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta»
– «Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco
e per uno della banda della Magliana. È giusto così. Assieme a Gesù Cristo non c’erano due malati di Sla, ma c’erano due ladroni».

La prima frase è provocatoria, riflette chiaramente un’opinione personale e non credo abbia causato uno shock a nessuno.
Durante l’elezione dell’ultimo pontefice si è discusso molto sull’evoluzione della chiesa e sul contrasto tra la sua ala
progressista (il cui candidato era Martini) e l’ala conservatrice (che si è imposta, eleggendo Ratzinger).

La seconda frase è anch’essa chiaramente provocatoria, ma è fondata su fatti storici innegabili (la chiesa ha negato i funerali
a Welby e li ha concessi a Pinochet e a Franco). La battuta finale è sicuramente forte, ma è una battuta.

Se la chiesa nel 2007 si scaglia con tale violente veemenza contro delle semplici battute, vuol dire che sente pesantemente il fiato della modernità sul collo ed è terrorizzata, in quanto impreparata, all’idea del confronto culturale e della critica costruttiva.

Tanto di cappello ad Andrea Rivera, che ha probabilmente sacrificato parte del suo futuro professionale per esprimere la propria opinione davanti ad una platea di giovani spensierati.


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3 responses

2 05 2007
epaminonda

In effetti l’Italia è un paese semi-libero. Sono stufo.

3 05 2007
BaldaZen

Rivera ha fatto bene! Basta con l’imposizione culturale della chiesa che ci dice come vivere, comportarsi, vestire e fare l’amore!

4 05 2007
re.mu.

mmmh… il fatto è che “l’imposizione culturale”, come la chiami tu, è comunque soggetta al libero arbitrio. personalmente non seguo i dettami della dottrina cattolica, e non avverto “imposizioni”. (per la verità non avverto proprio l’egemonia culturale dei cattolici, in questo società. tu sì?).
avverto invece un brivido gelato che corre su (e giù) per la schiena quando leggo certe dichiarazioni da parte di potenti personaggi (“prendere in giro la chiesa è come fare del terrorismo”). cambiano i papi, cambiano i cardinali, ma la chiesa di roma è sempre pronta a invocar crociate. gli prudono le mani, a quelli. oggi ancor più, proprio perché egemonia culturale (non mi chiamerai vespa “cultura”, vero?🙂 sanno di non averla più da un pezzo.
trovo che l’aspetto inquitante su cui riflettere (e fare, se possibile, barricate – cultrali, s’intende) sia questo. stanno difendendo con unghie affilate il potere che sentono sfuggire loro. una belva ferita, come ci dicevano da piccoli, è molto, molto pericolosa.
va a finire che il polacco era davvero un santo, guarda…

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