la mia Sinistra e la mia Destra

15 06 2007

Negli anni mi sono trovato molte volte a discutere di società, politica, economia con persone che si proclamano di destra. In queste discussioni, solitamente mi trovo a difendere posizioni di sinistra. O quelle che ritengo essere posizioni di sinistra. Sempre più spesso, in realtà, mi chiedo quale sia la differenza tra la sinistra e la destra.

Così ho deciso di provare a stendere la definizione di questi due concetti: destra e sinistra (in chiave socio.economico.politico). Un sorta di ipotesi di base, necessaria per poter procedere ad ulteriori discussioni limitando, per quanto possibile, ambiguità e incomprensioni. Ecco cosa cerco di descrivere in questo post. Consideratelo un lavoro in divenire.

la mia sinistra e la mia destra

La differenza più diretta ed evidente tra la mia destra e la mia sinistra risiede nella diversa interpretazione della natura del vivere sociale, ossia della società umana.

La destra è più pragmatica, fredda e dura. La società umana è/deve essere dominata dai principi che governano il mondo naturale. Gli individui/le associazioni di individui devono competere per le risorse, questa competizione premia i più forti e genera una selezione che porta ad un miglioramento sociale.

La sinistra è più romantica. La società umana è/deve essere dominata dal principio di collaborazione. Solo in questo modo è possibile migliorare la vita di tutti (compresi animali, piante, funghi, …).

Implicitamente attribuisco a destra e sinistra una differente valutazione sulla natura dell’uomo. Secondo la mia destra è impossibile spingere gli esseri uomini ad andare contro i propri immediati interessi, per cui la vera collaborazione è impossibile, porterà alla inefficienza. Secondo la mia sinistra è possibile educare gli uomini ad avere una “sensibilità/responsabilità sociale” più forte, in grado di rendere la collaborazione una forma viabile (forse l’educazione può portare gli individui a fare valutazioni sul medio-lungo periodo, anzichè principalmente sul breve). Questa, probabilmente, è la vera radice della differenza tra la mia destra e la mia sinistra.

Una differenza riscontrabile nelle posizioni che associo alla mia destra e alla mia sinistra nella interpretazione della libertà individuale, ossia del rapporto stato-individuo. La destra è contraria alla libertà di aborto, eutanasia, utilizzo di droghe leggere, ai matrimoni omosessuali, ecc ecc. La sinistra è favorevole ad una maggiore responsabilità/libertà individuale e, di conseguenza, è aperta a tutte queste cose. Si tratta, in qualche modo, di un differente livello di fiducia nell’uomo. La destra è più pragmatica/timorosa: bisogna controllare le persone. La sinistra più romantica/ottimista: bisogna lasciare libertà di scelta.

In campo economico, data la vittoria del capitalismo e la sua diffusione (in forme peculiari e inquietanti) anche in Cina e Russia^^, le differenze tra idee di destra e di sinistra sono sempre più sottili˜˜. Anche la mia destra e la mia sinistra risentono di questo stato di cose più sfumato.

La mia sinistra è propensa ad una maggiore spesa pubblica, atta a garantire livelli base nei servizi fondamentali a tutti gli individui, in particolare sanità ed educazione. A tal fine è necessario esercitare una pressione fiscale sostenuta, che permette di ridistribuire in modo un poco più omogeneo la ricchezza. La mia destra, invece, non crede nell’intervento pubblico. Lo giudica inefficiente, per cui tende a delegare tutto all’iniziativa privata. Il dovere principale dello stato è garantire il rispetto di leggi e regolamenti da parte di individui e associazioni, al resto deve pensare il mercato**. La grande efficienza garantita dal prevalere della iniziativa privata garantisce a tutti un livello di reddito tale da poter acquistare i servizi necessari.

La mia sinistra, inoltre, ritiene che sia necessario un forte intervento dello stato/degli stati per regolare il mercato, al fine di evitare monopoli, cartelli, grandi speculazioni finanziarie e altri fenomeni*°* che sfruttano eccessivamente l’asimmetria (in termini di informazioni e potere economico) tra cittadino e corporazione per favorire queste ultime. La mia destra crede, invece, che il mercato riesca a regolarsi al meglio se lasciato libero. Sono i consumatori e gli investitori a punire, attraverso le proprie scelte, le aziende che ritengono colpevoli di comportamenti scorretti.

… [DA TERMINARE]

Note (e Osservazioni)

^^ Effettivamente il capitalismo ha creato ricchezza nei paesi occidentali e in qualche paese orientale. Bisogna vedere se saprà garantire gli stessi risultati applicato su scala globale. E’ possibile innalzare il livello di vita/consumismo medio di cinesi, indiani e (in un remoto futuro) africani al livello dei paesi occidentali senza causare conflitti per le risorse? senza distruggere irrimediabilmente il pianeta da un punto di vista ambientale°°?

°° Con l’espressione “distruggere irrimediabilmente il pianeta da un punto di vista ambientale” intendo sterminare la maggior parte delle specie animali e vegetali che non sono considerate utili (a vario titolo) dall’uomo. Sostituire colline, foreste, giungle e pianure con distese interminabili e omogenee di campi di grano e di riso non è una soluzione accettabile, nè, peraltro, sostenibile per lungo tempo.

˜˜ Le sinistre occidentali si sono adattate in maniera diversa alla scomparsa della superpotenza di riferimento e all’indebolimento della ideologia relativa. In Italia questo processo è particolarmente lento, come dimostrano i vari partiti di governo che ancora presentano il termine “comunista” nel proprio nome.

** Una possibile causa di inefficienza in questo secondo approccio è rappresentata dalla differente influenza che i singoli individui hanno nei confronti dei governi rispetto alle grosse associazioni. Questa è la ragione per cui i sindacati, le associazioni di consumatori e simili sono fondamentali nel controbilanciare (almeno in linea di principio) il potere delle grandi corporazioni. Internet potrebbe rappresentare un nuovo potente metodo di organizzazione dal basso.

*°* Tra i fenomeni che la mia sinistra ritiene debbano essere contrastati attraverso decisi interventi di regolamentazione da parte degli stati, rivestono particolare importanza i problemi relativi all’impatto ambientale delle attività produttive umane. La mia sinistra, infatti, crede che l’integrità dell’ambiente naturale e la biodiversità siano un importantissimo patrimonio da salvaguardare; la mia destra, sempre pragmatica, ritiene che le risorse della terra siano da sfruttare metodicamente per aumentare e migliorare la capacità produttiva della nostra specie.

Quanto scritto, ricordo qui, non è una analisi della situazione, delle ideologie o delle dinamiche reali presenti nel nostro o in altri paesi; è solo la descrizione di ciò che io considero essere di sinistra e di destra. Il grande Giorgio Gaber fece una cosa simile, con modalità differenti, in una sua vecchia canzone.

Concludo con una nota, apparentemente in contrasto con la natura di questo post. Credo che per migliorare la politica, soprattutto quella italiana, sia fondamentale superare la distinzione tra destra e sinistra, completamente inutile per tutto ciò che non è una discussione tra amici. Ciò che serve per giudicare i candidati politici, e il loro operato nel caso siano eletti, sono elenchi di obiettivi molto chiari e definiti (comunque differenti da programmi di duecento pagine che nessuno ha tempo/voglia di leggere e interpretabili in 500 modi differenti, come la bibbia o la divina commedia). La politica reale è fatta di compromessi, accordi, costante adattamento al mutamento delle condizioni. La destra e la sinistra sono, a mio avviso, operativamente limitanti e, quindi, superate.


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One response

28 06 2007
Leo

Condivisibile, caro il mio vecchio amico, condivisibile.
Non starò a tediare te e i tuoi lettori con commenti in questa sede, spero che quanto prima ne parleremo a quattr’occhi….

Solo una cosa: mi darai dell’illuso ma se la “vecchia” politica non gli farà cambiare strada “a forza” trovo che il discorso di Veltroni al Lingotto (per quanto possa averne recepito da oltre le Apli) cerchi, appunto, di superare vecchi schemi della “Sinistra Italiana Storica Del Dopoguerra” (e.g. ambientalismo senza se e senza ma, assistenzialismo cieco ed improduttivo, difesa di un sistema pensionistico ingestibile, sostegno incondizionato ai sindacati, ecc. ecc. ecc.). Che sia la volta buona?

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