Per una nuova politica italiana

18 04 2009

Personalmente mi sono rotto i coglioni di vivere in un paese guidato da politici privi di qualsiasi obiettivo a lungo termine, a parte la propria sopravvivenza politica. Dall’estrema sinista all’estrema destra, i politici nazionali e, almeno per quanto concerne la Liguria, quelli locali non sono in grado di proporre, tantomeno attuare, un progetto politico a medio-lungo termine caratterizzato da obiettivi concreti. Più precisamente,  credo che una compagine politica sana abbia il dovere di individuare, presentare all’opinione pubblica e perseguire una serie di obiettivi che siano:

  • chiari, ovvero comprensibili ai cittadini e non solo agli addetti ai lavori
  • coerenti, ovvero facenti parti di un disegno più vasto relativo al futuro del nostro paese, un progetto politico di medio-lungo periodo (5-20 anni) per l’appunto
  • verificabili, ovvero obiettivi espressi in modo tale da permettere la valutazione del loro effettivo  (o meno) raggiungimento! I nostri politici sono bravissimi a fare promesse vaghe, che nessuno può valutare
  • sostenibili, ovvero compatibili con l’ambiente nel lungo periodo, proprietà oramai irrinunciabili visto lo stato del nostro pianeta

L’attuale governo, come praticamente tutti quelli precedenti (con l’unica eccezione del primo governo Prodi, che ha metodicamente perseguito e ottenuto il nostro ingresso in Europa), sembra non avere idee molto chiare sul futuro del nostro paese. Tre recenti provvedimenti sono, a mio avviso, estremamente indicativi della tendenza alle “soluzioni spot televisivo” piuttosto che alla definizione e attuazione di un progetto organico che renda il nostro paese moderno, competitivo, solido.

Energia Nucleare
L’energia nucleare è un argomento estremamente complesso e controverso. Non ho le conoscenze e il tempo per affrontarne esaustivamente i pro e contro (e leggendo in giro, mi chiedo chi le abbia). Ma una cosa è assolutamente certa: costruire 4 centrali nucleari nei prossimi 20 anni non cambierà di una virgola i problemi energetici italiani. Il nostro paese necessità di un piano energetico di lungo periodo, che sia condiviso e perseguito (almeno nelle sue linee generali) da tutti gli schieramenti politici su base nazionale e regionale. Il nucleare (se attentamente valutato, e dubito sia così, visto che non si sa neppure dove mettere le centrali!) può essere parte di una soluzione più ampia, comprendente fonti energetiche rinnovabili, norme edilizie ecocompatibili (cancellate da questo governo), diversificazione dei metodi di approvvigionamento dei combustibili fossili, norme sull’efficienza energetica di veicoli, caldaie, elettrodomestici. Altrimenti si fa solo pubblicità, e in futuro il nostro paese si troverà alla completa mercè dei paesi esportatori di combustibili fossili o nucleari, di cui siamo completamente (o quasi) sprovvisti.

Ponte sullo Stretto
Fiumi di parole si sono sprecate sull’opportunità o meno di costruire questa mastodontica opera di ingegneria, sulla sua fattibilità tecnica, sul suo impatto estetico/ambientale. Anche qui non mi dilungherò su aspetti che non conosco a fondo. Quello che credo sia innegabile è che il Ponte sullo Stretto non è  un’opera infrastrutturale prioritario a livello nazionale. La Sicilia non è bloccata nel suo sviluppo socio-economico dai problemi di collegamento con il resto del paese. Se proprio si volesse investire pesantemente a livello infrastrutturale credo sarebbe meglio potenziare la rete stradale e ferroviaria dell’isola, che è perlomeno arretrata.  Ma il problema non è neppure questo. L’Italia, anche in questo campo, ha bisogno di un piano a lungo termine che valuti le problematiche a livello più ampio sia in termini geografici che temporali! I trasporti merci, per esempio, potrebbero nei prossimi anni essere gradualmente trasferiti dalla gomma a treni e navi, riducendo traffico stradale e inquinamento. Per quanto concernce il trasporto persone, i collegamenti ferroviarie, viste le dimensioni limitate del Belpaese, dovrebbero essere privilegiati sempre di più rispetto a quelli aerei. I trasporti pubblici urbani dovrebbero essere potenziati ovunque, fornendo un’occasione di crescita economica per le industrie del settore e dell’indotto e creando un significativo numero di posti di lavoro. Anche in questo caso, le direttive fondamentali dovrebbero essere condivise per quanto possibile dai diversi schieramenti in modo da garantirne l’attuazione nel corso degli anni…

Piano Casa
Infine il “famigerato” Piano Casa, altrimenti detto condono preventivo. La versione finale non è ancora disponibile, personalmente spero venga modificato ulteriormente per minimizzare l’impatto sulle bellezze artistiche e paesaggistiche del nostro paese. Perchè qui risiede il vero nodo del problema. La speculazione edilizia crea ricchezza economica (per alcuni), ma sottrae ricchezza (economica e non) a tutti gli altri! Un bel paesaggio, il centro storico di un piccolo borgo, la costa incontaminata sono LA ricchezza di tutti gli italiani (e anche di tutti i turisti che vengono nel nostro paese). Permetterne la distruzione, come è stato fatto in passato e come questa legge propone di rifare, è un vero e proprio crimine, frutto di una totale mancanza di progettualità a lungo termine. Una mentalità alla “Prendi i soldi e scappa”, che non considera tutto il benessere (in parte immateriale, ma non per questo meno reale) generato dalla pura e semplice bellezza del nostro meraviglioso paese.

Questi sono solo tre ‘piccoli’ esempi. In realtà la politica italiana è fatta integralmente di spot vuoti, di proposte fumose e frammentarie, di contrapposizioni ideologiche inutili e vacue. Manca completamente la forza del sogno (quella che anima Obama, tanto per fare un esempio). Manca una proposta chiara, coerente, verificabile e sostenibile che guidi le azioni future ad alto livello, ingenernando lo stesso tipo di comportamento (che chiamerei collaborativo/virtuoso) in tutti i livelli della società. Altrimenti rimarremo 50 milioni di individualisti, destinati alla totale irrilevanza (o alla completa estinzione) in un mondo sempre più popolato e competitivo.


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2 responses

23 04 2009
Luca Baldassarre

Sono completamente daccordo con te, Jacopo. Se i politici italiani fossero obbligati dalla stampa e dai cittadini a proporre progetti a lungo termine, chiari, verificabili, raggiungibili e sostenibili, penso che tutti i livelli della società italiana ne gioverebbero.

Ma perché questo processo non avviene? E’ questa secondo me la domanda fondamentale. Da un lato c’è la scarsa memoria storica dei cittadini, che tendono a dimenticare o ignorare le ingiustizie del passato (e del presente) e votano sempre gli stessi candidati. Dall’altro c’è la stampa o i media più in generale, che non riescono ad affrancarsi dal servilismo al governo.

E’ necessario che gli italiani siano informati (e svegliati) sulle conseguenze a lungo termine di una politica individualista, che premia il guadagno immediato per pochi a scapito del benessere collettivo.

1 05 2009
Luca

bisognerebbe davvero creare un nostro partito……

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