Not Naive – o dei media mainstream // Draft

25 07 2009

la sensazione che l’umanità stia correndo nella direzione sbagliata è forte.
ma dove si annida la radice del problema?
probabilmente nella ipocrisia e mistificazione di media e grandi poteri.
oggi la popolazione media (almeno in gran parte dei paesi civilizzati) ha una cultura sufficiente a comprendere la dimensione dei problemi che affrontiamo.
ma i media e i grandi poteri plasmano la realtà percepita dalle masse in modo tale da mascherare i problemi reali a favore di problematiche più intense (più empatiche) ma di secondo ordine, sia da un punto di vista causa-effetto (non sono cause prime) sia da un punto di vista della loro importanza sul lungo periodo.
l’insostenibilità della società consumista deve essere affrontata alla radice, qualsiasi approccio mediato non può portare ad effetti sensibili e in più sarà sempre destinato ad essere depotenziato/vanificato dai poteri forti per autodifesa.

soltanto una radicale rivoluzione sociale può portare ad una correzione significativa della rotta,
ma essere non può essere imposta o financo proposta dalla politica tradizionale.
la politica tradizionale, infatti, è per definizione mediazione.
ma con i poteri forti non è possibile mediare, il conflitto di interessi è troppo marcato e la loro stessa esistenza nella  forma presente è minacciata.
non ci può essere compromesso, per cui l’azione deve partire dal basso ed essere completamente decentralizzata.

solo una presa di coscienza generalizzata, una rivoluzione del sentire comune (a partire dal sogno, dall’aspirazione individuale) può alterare le cose nella direzione di una sostenibilità di lungo termine.
la struttura economico-militare-politica non può fare a meno di adeguarsi ad una movimento veramente globale e radicato nel quotidiano.

il mezzo che impedisce la presa di coscienza delle masse o, meglio,  che incanala altrove le innate energie riformiste ed evolutive dell’umanità è il media mainstream. la realtà percepita, a prescindere dalle nostre esperienze personali (per forza di cose estremamente limitate), è completamente filtrata dai media. la stragrande maggioranza della popolazione acquisisce le informazioni per giudicare la realtà/costruire il proprio modello del mondo attraverso i grandi media istituzionalizzati.

in teoria dei sistemi si potrebbe dire che controllando l’input è possibile, entro certi ragionevoli limiti, controllare l’output. l’ingegneria sociale è costantemente all’opera. e tutti ne siamo vittime e, in misura diversa, artefici.

paura e aspirazione sono probabilmente i due cardini di questo meccanismo. poichè esse guidano le nostre scelte future, la metodica influenza su ciò che dobbiamo temere (e.g. i terroristi, gli immigrati, la crisi, l’influenza) e cosa dobbiamo desiderare (e.g. i soldi, roba inutile, un corpo perfetto, una carriera brillante in un ufficio di plastica e vetro) è la vera chiave del controllo sociale. non è necessario ipotizzare un complotto globale, semplicemente è una strategia vincente (poichè chi la persegue ha successo e prolifera) e pertanto perdura e si rafforza a tutti i livelli, meccanicamente.


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