Una civiltà in prestito

21 12 2009

il tenore di vita medio dei paesi sviluppati è estremamente alto.
i poveri ci sono, ovviamente, ma la maggior parte della popolazione vive nell’agio.
fenomeni come l’obesità di massa o il numero spropositato di mezzi meccanici privati
sono chiari segni di ricchezza diffusa (e peraltro usata male).

i conflitti sociali nei paesi sviluppati sono quasi storia passata.
le lotte sindacali e i grandi scioperi generali non sono scomparsi, ma la vera
lotta di classe è morta. panem et circenses è un binomio che funziona sempre.

questo risultato non è, però, stato ottenuto risolvendo l’asimmetria della distribuzione
delle ricchezze alla radice. non sono scomparsi i super ricchi, non sono stati limitati
gli sprechi inutili di risorse, non c’è stato un livellamento del tenore di vita verso l’alto
grazie a misure innovative e sostenibili.

semplicemente, la povertà è stata delocalizzata. gli schiavi non sono più sotto casa
(o, meglio, pochi schiavi sono sotto casa), essi lavorano per noi dall’altra parte del mondo.
il 20% della popolazione umana detiene l’80% della ricchezza, o qualcosa di molto simile.

ma la tecnica utilizzata dall’occidente per mantenere, e migliorare, il proprio standard di vita
ha avuto un effetto secondario non trascurabile (e probabilmente non preventivato).

questo grafico (tratto da questa pagina di The Economist) mostra l’andamento del debito pubblico
dei paesi sviluppati e quello dei paesi in via di sviluppo. non sono un esperto, ma appare
evidente che gli stati ricchi sono tali solo in virtù della gigantesca quantità di denaro che
viene loro prestata dai paesi in via di sviluppo!

i paesi in via di sviluppo sono legati ai consumi dei paesi ricchi per alimentare la propria
crescita economica. di più, molti paesi hanno investito i sudati risparmi (pubblici) in
certificati di debito dei paesi ricchi. per  tali ragioni non possono smettere di finanziare
il nostro benessere e i nostri eccessi di punto in bianco. verrebbero travolti dal nostro crollo.

ma non durerà per sempre, lentamente riusciranno a sviluppare una domanda interna
e rapporti commerciali tra paesi in via di sviluppo sufficienti a staccare la spina.
nel frattempo noi invecchieremo ulteriormente… e saremo sempre più deboli e decadenti…

in qualche modo le vecchie civiltà finiscono sempre per crollare e lasciare lo spazio a quelle più giovani
e dinamiche. è per questo che si parla del Secolo di Cina e India.


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