Di Fiat e Flessibilità del Lavoro

29 01 2010

I nostri politici e i sindacalisti o non hanno capito nulla di come funziona il mondo capitalista e l’economia di mercato o sono in cattiva fede. Propenderei comunque per la seconda.

La decisione di Fiat di chiudere Termini Imerese è una decisione industriale. Potrà rivelarsi corretta o sbagliata nel corso dei prossimi anni, ma è una decisione che spetta solo al management Fiat e nel solo interesse di Fiat e dei suoi azionisti.

Punto. Questa è l’economia di mercato. Questo è il sistema che in teoria è in vigore nel nostro paese. Lo stato deve supportare i lavoratori penalizzati da questa decisione, ma non può investire valanghe di denaro dei contribuenti per tenere in piedi attività industriali che la stessa azienda non vuole sostenere. E’ completamente folle. E’ un gigantesco spreco di denaro pubblico. Non ho i numeri per dimostrarlo, ma sono sicuro che con il denaro necessario a tenere in piedi uno stabilimento automobilistico non efficiente (dal punto di vista del mercato internazionale) sia possibile creare migliaia di posti di lavoro in altre parti di Italia. Posti di lavoro sani, che potrebbero a loro volta generare indotto e ricchezza a lungo termine.

Se questo non viene capito (o più probabilmente, viene ignorato per vari motivi) da politici nazionali e locali e dai sindacati, l’Italia continuerà ad andare nella direzione sbagliata. Bisogna innovare, non conservare. Termini Imerese è morta, i soldi per tenerla in vita artificialmente potrebbero essere usati in migliaia di modi più sensati. Speriamo che Fiat tenga duro, magari con il supporto di Confindustria….

Questo articolo tratto da Il Corriere, esemplifica l’inadeguatezza della gente che ci governa e dei sindacati italiani. Il Sud non può essere penalizzato? Cosa vuol dire questa frase? Stiamo parlando di aziende private, in cui sono investiti i soldi di cittadini e istituzioni, non di un appendice del governo italiano. Nel frattempo, i sindacati dovrebbero iniziare a pensare a i diritti dei giovani, anzichè a sostenere posizioni indifendibili e dannose sul lungo termine.

Che paese demenziale…

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Giornali provinciali

2 10 2009

Trovo veramente incredibile e, soprattutto, indice di un provincialismo
sempre più marcato (quasi che l’Italia fosse isolata dal resto del mondo..)

il fatto che nessuno tra i tre principali quotidiani italiani
(repubblica, corriere, stampa) riporti sul proprio sito un
qualsivoglia riferimento al fatto che oggi, in Irlanda, si tenga
il referendum relativo all’approvazione del Trattato di Lisbona

l’Europa è l’unico futuro possibile per l’Italia e gli altri stati europei.
Non è un dettaglio, non è un qualcosa che si possa rimandare di 10 anni,
è il tentativo di costruire un soggetto politico.economico.sociale e, volendo
essere realisti, militare in grado di giocarsela alla pari con i giganti mondiali

il destino della UE è ancora più importante per il nostro sgangerato paese.
Francia, Germania e Inghilterra hanno qualche possibilità di mantenere
rilievo internazionale anche da sole (per ragioni militari, economiche, demografiche),
ma noi assolutamente no!

boh! alle 13.10 non è ancora comparso nulla, vedremo se almeno
riporteranno i risultati…





Silvio, non ci si può dissociare da se stessi

29 08 2009

Mi dispiace, caro Silvio, ma come Adriano Sofri, in galera ma assai più degna persona di te, scrive oggi su Repubblica, non è possibile dissociarsi da se stessi. Hai commissionato al tuo fedele sgherro Feltri un attacco intimidatorio contro il direttore dell’Avvenire e non puoi dissociarti con quattro parole. Puoi ingannare i poveri cristi a cui mangi il cervello con le tue TV spazzature e i TG fatti di ricette di cucine e notizie di gossip, ma gli altri non li puoi incantare più.

Vediamo cosa succede ora che hai provato ad intimidire le alte gerarchie ecclesiastiche tirando delle bombe a mano mediatiche contro Boffo. Vediamo se riesci a intimorire anche loro con le tue strategie mafiose. Prima o poi tu e la tua masnada di nani, ballerine e mentecatti vari dovrete andarvene. Finalmente l’Italia potrà avere una vera Destra e con essa, mi auguro, un vera Sinistra. E si tornerà a parlare e a fare politica per il Paese.

Se penso a quello che si potrebbe fare con i tuoi Soldi e con il tuo Potere, mi viene ancora più schifo a pensare che il tuo hobby principale sia fare festini a base di giovani mignottine (a cui le tue TV hanno insegnato che fare la velina è il migliore lavoro del mondo, peraltro). Un caro saluto. j





The Economist

20 07 2009

The Economist è una grande rivista. Con questo non voglio dire che quanto dice l’Economist debba essere considerato sempre attendibile/oggettivo/esaustivo. I Media devono sempre essere fruiti criticamente. The Economist, e il suo fratellino quotidiano Financial Times, sono semplicemente due grandi fonti di informazioni di respiro globale, presentate efficacemente e concisamente. La maggior parte dei media nostrani, o più in generale mainstream, si concentra su un numero estremamente ridotto di notizie, degenerando quasi sempre in una ripetizione ossessiva. Nessuna informazione significativa viene aggiunta. More of the same. The Economist e FT sono l’esatto contrario. Flash e approfondimenti su una infinità di temi, con un interesse  che si estende ad ogni angolo del globo, chiaro retaggio del passato colonialista inglese.

economistlogo

La barriera linguista è superabile grazie allo stile asciutto del giornalismo anglosassone. E i contributi grafici (foto, tabelle, mappe) sono di qualità superiore. Scoprire che un quotidiano e un settimanale possono trattare così tanti temi trovando un accettabile compromesso tra livello di approfondimento e velocità di consultazione è entusiasmante.

Recentemente (pochi minuti fa, per essere precisi) mi sono imbattuto in una incredibile serie di “presentazioni powerpoint animate e commentate” (ufficialmente videographics) della durata di pochi minuti (dai 2 ai 7). Veloci carrellate su un tema di qualche tipo: scientifico, socioeconomico, geopolitico. Tra i temi trattati:

Il Congo: una nazione condannata dalle proprie ricchezze naturali

Il funzionamento del Pacemaker

Il commento ad un complesso sondaggio che confronta la visione politico sociale degli Americani e degli Inglesi

Cos’è il LIBOR e perchè è importante quanto (o più?) del FTSE o del DOW..

Approfitto per consigliarvi di buttare nel cesso (del vostro peggiore nemico!) la vostra televisione.





GM + Segway = Puma

7 04 2009

Anche a voi sarà capitato di vedere circolare uno strano veicolo a due ruote sul quale il guidatore sembra rimanere magicamente in equilibrio.

Jim Carrey sul Segway

Il veicolo in questione si chiama i2 ed è prodotto da Segway, piccola azienda specializzata in soluzioni innovative per il trasporto personale.
Ora Segway si è alleata con GM per lo sviluppo e la commercializzazione del successore di i2, noto come Puma. Puma è un veicolo elettrico ed ultraleggero per due persone. Le tecnologie impiegate sono simili a quelle di i2. Non è chiaro se avrà successo, i2 è rimasto confinato ad utilizzi di nicchia, anche perchè la sua circolazione è stata vietata per le strade di molti paesi.

GM and Segway - PUUMA
Nonostante ciò, è incoraggiante vedere come vi sia qualcuno dotato dell’apertura mentale e del coraggio (nonchè della capacità) per proporre un veicolo realmente innovativo e ottimizzato per il trasporto cittadino. Sembra incredibile, infatti, che milioni di persone per fare pochi metri in città usino macchine da 4/5 o più posti (vedi i famigerati SUV) anche se soli!
Passare a soluzioni come questa (o come gli scooter tanto popolari a Genova) avrebbe un impatto GIGANTESCO su consumi, inquinamento e, più in generale, sulla vivibilità delle nostre città.





pontefice carnefice

23 03 2009

questo papa non ha mai suscitato in me una grande simpatia, inutile negarlo.
integralista, rigido, arrogante, poco umano e dall’espressione poco rassicurante.

insomma, il tipo di persona con cui non vorresti prendere neanche un caffè.
figuriamoci ritrovarlo tutti i giorni in televisione o sul giornale!

ad ennesima conferma di questa valutazione, il buon vecchio pastore tedesco
è andato in Africa a fare un po’ di campagna contro l’utilizzo del preservativo.

in un continente con milioni di sieropositivi e di malati di AIDS, sarebbe già grave
se fossi io ad andare a fare pubblicità negativa all’uso del profilattico.
figuriamoci se a farlo è il capo della chiesa cattolica, che conta ben 120 milioni di
fedeli nel continente nero!

in palese contrasto con tutte le evidenze scientifiche, con le campagne per la
sensibilizzazione all’uso del preservativo condotte da ONU e WHO
e contro il semplice buon senso e buon cuore,
ratzinger è riuscito a dire che il preservativo non solo non è utile,
ma addirittura controproducente nella lotta all’AIDS…

sui media internazionali, per fortuna, le parole del papa sono state
ampiamente e aspramente criticate. ECONOMIST commenta così la dichiarazione del pontefice

“his statement sounded otherworldly at best, and crass and uncaring at worst”

non mi meraviglierei se il nostro premier, invece, lanciasse
una campagna per la lotta al preservativo anche nel nostro paese!





Lo strano caso di Bernie Madoff

16 03 2009

Questo attempato signore é riuscito a far sparire 60 miliardi di dollari senza che nessuno si accorgesse di nulla. Per raccogliere e far sparire una somma del genere ci vogliono anni. Si noti che l’azienda diretta da Madoff non era un sconosciuta aziendina, ma il sesto più importante operatore di Wall Street (nonché il piú grande Hedge Fund del mondo).

Insomma, é difficile che questo tizio possa aver fatto tutto da solo, senza il sostanziale aiuto di qualcuno (magari tra coloro che avrebbero dovuto controllarlo).

A rendere le cose ancora piú sospette, un paio di ulteriori elementi:

1. Un concorrente di Madoff (un operatore di nome Markopolos) aveva denunciato Madoff alla SEC giá nel 2005. Nonostante la denuncia fosse ampiamente motivata e il suo autore degno di fede, nessuna azione venne intraprese.

2. Dopo aver negato per mesi di aver commesso una truffa, Madoff si é dichiarato colpevole dopo alcuni secondi dall’inizio del vero e proprio processo. In questo modo il procedimento (e le relative indagini) verrá interrotto, visto che l’unico imputato si é assunto tutte le responsabilitá.

Nota di colore. Medoff è stato denunciato alle autorità dai propri figli, subito dopo che questi, oramai convinto di avere le ore contate, si era confessato con loro.

La vicenda di Bernie Madoff fa pensare che non tutti i manager fossero in buona fede e abbiamo agito nell’interesse dei propri clienti. Che la bolla finanziaria non sia il frutto esclusivo di grossolani (a voler minimizzare) errori di valutazione. Tra i pochi ad essere usciti più ricchi dalla crisi ci sono, forse non del tutto casualmente ma senz’altro immeritatamente, i grandi alchimisti della finanza che la hanno generata.

Sapremo mai cosa é successo veramente a Wall Street negli ultimi anni? Se la nuova amministrazione americana vuole ridare fiducia agli investitori in giro per il mondo, sarebbe il caso di indagare un poco piú a fondo ed eliminare legittimi dubbi sull’integrita morale dei manager che guidano ancora banche e istituzioni finanziarie americane…